mercoledì 24 aprile 2013

Defiance 1x02 o 1x03 - Un'ottima ambientazione con una trama ridicola - Spoiler

Una settimana fa vedendo il Pilot sembrava davvero un'ottima serie e pieno di aspettative ho aspettato questa seconda.. terza.. fate un po' voi... puntata. Come ho scritto in precedenza avevo il sentore che la serie si rivelasse un'altra Terranova e, a dirla tutta tutta, non sono andato lontano dalla realtà.


Dopo il "precedentemente" di rito ci aspetta la nuova sigla 

"Down in the Ground Where the Dead Men Go", il terzo episodio, ha qualcosa che non mi convince.
Non è un episodio brutto di per sé, ma fiacco e di passaggio. Possiamo dire che ha un lato negativo e un lato positivo. Due lati che, a mio parere, ci porteremo dietro per tutta la stagione.

Il lato positivo
L'ambientazione e il background degli alieni


Gli sceneggiatori si sono dati davvero da fare nel creare una cultura e una lingua dietro ogni razza aliena. La scorsa puntata c'avevano dato qualche aneddoto sulle principali e più numerose, ovvero: gli Irathient, i Castithan e Indogene. Ovvero i cantanti Metal, quelli albini, e quelli albini con la pelle a nido d'ape.
In questa puntata invece ci focalizziamo sui Castithan, i bellissimi e marcissimi esseri dai capelli bianchi che come capo hanno quel tizio delle scommesse con la moglie gnocca e il figlio emo.
Scopriamo che la loro società è divisa in caste, più o meno come quelle indiane, che vengono chiamate Liros e che hanno una propria religione, monoteista, molto rigida su molti aspetti della vita quotidiana.

 
Questa, ad esempio, è la pena che subiscono i codardi.
Senza contare poi che le razze possiedono delle lingue autonome, create dal linguista David J. Peterson lo stesso che ha creato il Dothraki del "Trono di Spade".
Vi è quindi un lavoro complesso dietro gli aspetti dell'ambientazione che non sono da poco e rendono il mondo di Defiance vario ed interessante.
Di contro però c'è ....

Il lato negativo
Le tramette 

L'omino dalla pelle a nido d'api che si risveglia e vuole far saltare in aria una centrale nucleare che è rimasta per 30 anni nel sottosuolo della città ed è ancora integra e funzionante... Davvero? 

E serviva accendere le luci della centrale...
... e farsi scoprire dopo otto secondi sparando senza nemmeno
trovare una posizione riparata.
E lasciamo perdere il suo suicido alla fine.
Si tratta di trame ormai un po' datate e che non portano sicuramente beneficio alla serie, è stato fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda l'ambientazione, bisognerebbe però non incartarsi in situazioni stanche e noiose. La città, come ho già detto, è di per se noiosa perché cristallizza le trame in un luogo sempre uguale e senza troppi cambiamenti. Se poi gli sceneggiatori non ci provano nemmeno è la morte.




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